Recensione di Io sono Dorian Dum apparsa su ilgio.net

C’è una luce che scontorna i confini e dà un senso di sospensione alle cose in un preciso momento del giorno, cioè quando gli ultimi bagliori del sole si stanno spegnendo per dar spazio alla notte. E’ appena dopo il crepuscolo. A questa luce si ispirano le dodici storie noir raccontate da Fabio Mundadori in “Io sono Dorian Dum”. Racconti di omicidi misteriosi, di creature oscure, di lucida pazzia. Eppure calati in una realtà così quotidiana da far apparire tutto plausibile. Il merito di questo libro, oltre ad una scrittura briosa ed accattivante, è il fatto che lo scrittore riesce a dare un’ambientazione nostrana e riconoscibile a storie sull’orlo dell’impossibile. Il racconto di apertura “347” parte da un numero di telefono scritto in un bagno di una discoteca e una voce che dice “Questa è la segreteria telefonica del cellulare di Dorian Dum. Se ascoltate questo messaggio sono già morto” per proseguire in una Bologna sotterranea ed antica, lontana dalla solarità per la quale questa città è conosciuta.
Il noir e il fantasy sono ottimi strumenti per indagare sugli aspetti della vita che sfuggono alla logica: le coincidenze, ad esempio, come nel racconto “Trentanove” il cui protagonista si troverà legato a doppia mandata a questo numero, o le paure che scaturiscono dall’inconscio e materializzano forme tenebrose come in “Zolfo”. Mundadori si muove bene in questi mondi, e riesce a mantenere il lettore in questa luce crepuscolare senza mai fargli fare quel salto confortante verso una realtà solo immaginaria.
Nato a Bologna nel 1966, Fabio Mundadori vive a Latina. Da sempre appassionato di letteratura fantasy e gialli, in questo libro ci dà la sua personale interpretazione del noir, come scrive anche nella postfazione “nel noir niente è come sembra e nemmeno il cattivo è davvero cattivo. Un po’ alla volta ti accorgi che cercare di scrivere noir è come camminare sul cemento fresco: se ti va bene ti sporchi e basta. Se va male, potresti diventare, neanche troppo metaforicamente parlando, parte integrante della Salerno – Reggio Calabria. Ogni tentativo è vietato”
Ha vinto diversi premi con alcuni dei racconti pubblicati in questa raccolta e questo è il suo primo libro. Dedicato al lettore che non teme di addentrarsi in terreni infidi e sconosciuti della mente, che non ha paura dei serial killer meticolosi, né della capacità di vendetta dell’immaginazione.

Recensione di Laura Bonelli

Articolo apparso su ilgio.net