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	<title> &#187; 2010</title>
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		<title>Barbara Baraldi: il gotico ha gli occhi di cristallo</title>
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		<pubDate>Mon, 28 Feb 2011 23:10:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Mundadori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fabio Mundadori Inaugurare una nuova rubrica è sempre un&#8217;emozione, sopratutto se ci si trova per la prima volta in un ruolo nuovo, nel mio caso quello dell&#8217;intervistatore. Se poi [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>di Fabio Mundadori</strong></p>
<p><img class="alignleft size-full wp-image-252" title="bb_2-300x298" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/bb_2-300x298.jpg" alt="" width="240" height="238" /></p>
<p style="text-align: justify;">Inaugurare una nuova rubrica è sempre un&#8217;emozione, sopratutto se ci si trova per la prima volta in un ruolo nuovo, nel mio caso quello dell&#8217;intervistatore.</p>
<p style="text-align: justify;">Se poi destinataria dell&#8217; intervista è una delle tue autrici preferite e si chiama <strong>Barbara Baraldi</strong>, bhe che altro chiedere per cominciare alla grande?</p>
<p style="text-align: justify;">Ciao Barbara, giusto il tempo di ringraziarti per la tua disponibilità e si comincia!</p>
<p style="text-align: justify;">Della serie chi la fa l’aspetti, non posso che iniziare con la domanda di rito: Chi è Barbara Baraldi quando non scrive?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Una ragazza come tante, credo, con un&#8217;insaziabile passione per la lettura e il cinema.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">A dispetto della tua duttilità creativa si tende a inquadrarti come scrittrice di gialli/noir/racconti gotici. Quanto ti riconosci in quest’ultimo aggettivo che riporta a storie e atmosfere dalle connotazioni ben precise?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Considerando che il primo libro che ho comprato da ragazzina coi miei soldi era una raccolta di racconti di Edgar Allan Poe, l&#8217;aggettivo &#8220;gotico&#8221; non mi dispiace affatto. Allo stesso tempo, quando scrivo, cerco di non condizionare in nessun modo la trama, e io stessa sono appassionata di generi di lettura molto diversi. Lascio che ad affibbiare a un romanzo un&#8217;etichetta sia l&#8217;editore, a seconda dello scaffale dove vuole che il libro compaia.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Restando in tema di “generi” quanta libertà ti hanno lasciato gli editori con i quali hai lavorato d’interpretare di volta in volta il genere che meglio si adattava a un certo romanzo? Ma soprattutto , secondo te, è ancora “corretto” parlare di generi in un panorama narrativo così contaminato come quello oggi a disposizione dei lettori?</p>
<p style="text-align: justify;"><em><strong>Credo che parlare di generi sia oggi più che mai corretto, al punto che le librerie, soprattutto quelle on-line, si stanno affollando di &#8220;sotto-generi&#8221;. La distinzione penso sia necessaria sia per i librai che per il lettore che desideri acquistare un romanzo che rispecchi i suoi gusti.</strong></em></p>
<p style="text-align: justify;">I tuoi personaggi principali sono sempre perfettamente caratterizzati e riconoscibili. Ma se dovessi assegnare “l’oscar per il miglior personaggio NON protagonista” di tutti i tuoi romanzi, nelle mani di chi andrebbe la statuetta?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Non potrei mai farlo. Sono affezionata a tutti i miei personaggi e a ciò che rappresentano, o hanno rappresentato, nel momento in cui sono stata con loro.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">La terra dove sei nata e i luoghi della tua vita emergono sempre dalle pagine delle tue storie , siano esse racconti o romanzi. Questo doppio filo che lega territorio e racconto richiama lo stesso ordito tipico delle fiabe e delle leggende , cosa ci puoi dire in proposito?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Sono appassionata di fiabe e curiosa ricercatrice delle tradizioni meno note del nostro Paese. Mi piace parlare della realtà che mi circonda, anche quando la trama poggia le basi sul fantastico. A un certo punto, mi è venuto spontaneo mettere insieme le cose.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Hai pubblicato da poco con Todaro Editore il volume Fiori Neri, un inedito mix tra fotografia e racconto, acquistabile solo sul sito dell’editore. Puoi parlarci della genesi di questa iniziativa?<a style="font-weight: bold;" href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fiori-neri-cover.jpg"><img class="size-medium wp-image-251 alignright" title="fiori-neri-cover" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fiori-neri-cover-270x300.jpg" alt="" width="216" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Quando mi ha chiamato l&#8217;editore per propormi il progetto, da appassionata di fotografia sono stata subito entusiasta. E trovo che le foto di Gianluca Bucci si sposino perfettamente con le atmosfere del racconto.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">In generale la tua passione per la fotografia come influenza, se lo influenza, il tuo modo di raccontare?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em>Quando scrivo procedo a visioni. Per me è essenziale poter visualizzare in qualche modo ciò che sto descrivendo. E a volte una foto vista in una mostra o in una rivista mi suggerisce l&#8217;atmosfera giusta.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Qui serve una risposta “di getto”, se ti chiedo di pensare al libro che hai letto e che ti è piaciuto di più, qual è il primo che ti viene in mente e perché?</p>
<p><strong><em>A istinto, il primo titolo che mi viene in mente è &#8220;Narciso e Boccadoro&#8221; di Herman Hesse.</em></strong></p>
<p style="text-align: justify;">Relativamente al panorama editoriale italiano, pensi che attualmente esistano più bravi scrittori o più bravi uomini di marketing? …..Puoi anche non rispondere <img src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/wp-includes/images/smilies/simple-smile.png" alt=":)" class="wp-smiley" style="height: 1em; max-height: 1em;" /></p>
<p style="text-align: justify;">Entrambe le cose richiedono una certa professionalità. E finora ho avuto la fortuna di collaborare con ottimi professionisti, anche nelle piccole case editrici.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Scarlett.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-254" title="Scarlett" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Scarlett-200x300.jpg" alt="" width="160" height="240" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Non può mancare la domanda sui progetti futuri. Hai di recente annunciato l’uscita del secondo volume della serie iniziata con Scarlett. C’è qualcosa d’altro all’orizzonte che puoi anticipare?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong><em> Prima del secondo &#8220;Scarlett&#8221; con Mondadori, uscirà ad aprile per Castelvecchi &#8220;La bambola dagli occhi di cristallo&#8221;, la versione italiana per la libreria del romanzo che mi ha fatto conoscere in Gran Bretagna e negli Stati Uniti</em></strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">A presto Barbara e grazie ancora.</p>
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		<title>Torpedo 1936</title>
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		<pubDate>Sun, 14 Feb 2010 16:15:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Fabio Mundadori]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Fabio Mundadori. Cosa succederebbe se Callaghan fosse un killer nell’ America degli anni 30? E se fosse anche talmente scarso da non riuscire nemmeno nel delitto imperfetto? E’ quello [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-65" title="TORP01_2" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/TORP01_2-229x300.jpg" alt="" width="229" height="300" /></p>
<p><strong>di Fabio Mundadori.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Cosa succederebbe se Callaghan fosse un killer nell’ America degli anni 30? E se fosse anche talmente scarso da non riuscire nemmeno nel delitto imperfetto? E’ quello che deve essersi chiesto Sànchez Abulì quando per la rivista horror spagnola <em>Creepy</em> crea il gangster più scalcinato e sgrammaticato della storia del fumetto meglio noto come Torpedo al secolo Luca Torelli. Il cognome ne certifica la nascita italiana mentre l’infanzia difficile all’ ombra di Vittorio Torelli, padre ubriacone, ne segna la carriera da canaglia. Non a caso, da vero bambino prodigio, muove il primo passo nel mondo del crimine proprio assassinando il genitore. Nonostante questi ottimi presupposti ed il promettente cognome della madre, Petrosino, Luca Torelli resterà sempre un tirapiedi, una mezza calzetta. Ma questo non gli impedirà di vivere le proprie avventure comparendo sulle pagine delle riviste di fumetto più prestigiose in tutto il mondo.</p>
<p style="text-align: justify;">Il colpo di genio di Abulì è proprio quello di affidare il ruolo di protagonista a chi nello schema classico dell’ avventura a fumetti appare normalmente nella veste di comparsa.</p>
<p style="text-align: justify;">In Torpedo 1936, titolo completo della serie, Abulì pesca a piene mani nelle atmosfere e negli stilemi dell’Hard Boiled americano riuscendo a mantenere una propria indiscutibile originalità. Grazie anche alla sottile ironia ed al caustico cinismo che sprigiona dalla sua penna, l’autore confeziona situazioni decisamente innovative se paragonate ad esempio agli scenari del capolavoro di Frank Miller, Sin City, il quale parte da presupposti simili.</p>
<p style="text-align: justify;">La prima storia del Febbraio 1982 è affidata al tratto classico e pulito, quasi Eisneriano, del grande disegnatore americano Alex Toth il quale mostra però fin d</p>
<p><img class="size-medium wp-image-63 alignright" title="bernet" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/bernet-300x207.jpg" alt="" width="300" height="207" /></p>
<p style="text-align: justify;">a subito uno scarso feeling con il personaggio abbandonandolo dopo la seconda uscita. A proposito di questo repentino abbandono Abulì ebbe a dire in seguito <em>“Il problema con Toth è stato quello di non esserci capiti. Lui voleva disegnare la vita di un gangster molto buono e io volevo raccontare la vita di un gangster molto cattivo”</em>. Per lo spagnolo Jordi Bernet, chiamato a colmare il forfait dello statunitense, è invece amore a prima vista. Nelle sue mani Torpedo si appropria delle sembianze di Clint Eastwood ed alterna con una naturalezza disarmante la canottiera al doppiopetto, compiendo ogni genere di azione con una sigaretta da duro perennemente incollata alle labbra. Il tutto, ovviamente, in compagnia dell’ onnipresente automatica.</p>
<p style="text-align: justify;">Il Torpedo di Abulì-Bernet non sa cosa sia la suspense, non aspetta a sparare: spara. Non pensa a come colpire, l’ha già fatto. In ogni storia, situazioni forti e linguaggio non certo da educanda, evocati dalla voce narrante di Luca Torelli, sembrano voler gareggiare con il tratto sporco di Bernet nella capacità di graffiare l’immaginazione del lettore.</p>
<p style="text-align: justify;">Accompagna Luca Torelli, nelle scorribande lungo le strade di una New York nel pieno della <em>Grande Depressione</em>, Rascal complice, spalla ed incredibilmente ancora più inetto ed idiota</p>
<p style="text-align: justify;">Torpedo nel 1986, dopo un crescendo inarrestabile di gradimento e consensi da parte del pubblico di molti paesi del mondo, si aggiudica il prestigioso premio <em>Angoulême per il miglior fumetto internazionale</em> restando, ad oggi, forse il miglior esempio di connubio tra fumetto e noir.</p>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>L&#8217;IDENTIKIT</strong></div>
<p><img class="size-medium wp-image-64 alignleft" title="20070526torpedo" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/20070526torpedo-154x300.jpg" alt="" width="154" height="300" /></p>
<div style="text-align: justify;"><strong>Nome: </strong>Luca</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;">
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Cognome:</strong> Torelli</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Alias:</strong> Torpedo</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Nato a: </strong>località ignota &#8211; Sicilia</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Il:</strong> data ignota</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Padre:</strong> Vittorio Torelli</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Madre:</strong> Luciana Petrosino</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Territorio di competenza:</strong> New York</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Attività:</strong> Pestaggi, omicidi, estorsioni e rapine</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Passatempi</strong>: donne</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Vizi:</strong> donne</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Compagnie preferite: </strong>(nell’ ordine) “il ferro”, le donne e Rascal (quell’ idiota del suo amico)</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Frase tipo: </strong>«Sono un po’ duro d’orecchi&#8230; Un tipo sordido come si dice»</div>
<div style="text-align: justify;"><strong>CARRIERA ARTISITICA</strong></div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Autore: </strong>Enrique Sànchez Abulì (Palau del vidre 20/2/1945)</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Disegnatori: </strong>Alex Toth (New York 25/06/1928 &#8211; 27/05/2006 ), dalla terza storia Jordi Bernet (Barcellona 14/06/1944)</div>
<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>Prima apparizione: </strong>Febbraio 1982 sul n° 32 di Creepy</div>
</div>
<p style="text-align: justify;">
]]></content:encoded>
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		<title>Dialoghi con la luna: quattro scrittrici nella notte</title>
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		<pubDate>Sat, 13 Feb 2010 15:20:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Lucia Viglianti]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Lucia Viglianti. Quattro donne sentivano il bisogno di costruire un tempo comune legato alla scrittura, identificando la notte come musa ideale, portatrice di richiami e respiri che il giorno [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<h2><span style="color: #888888;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/dure.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-125" title="dure" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/dure-300x129.jpg" alt="" width="300" height="129" /></a></span></h2>
<p><strong>di Lucia Viglianti.</strong></p>
<h2 style="text-align: justify;"><span style="font-size: 13px; font-weight: normal;">Quattro donne sentivano il bisogno di costruire un tempo comune legato alla scrittura, identificando la notte come musa ideale, portatrice di richiami e respiri che il giorno nasconde. Pamela Mironti, Filomena Cecere, Barbara Renzelli, Lucia Viglianti si sono viste così a fine giugno, al tramonto, hanno mangiato insieme e subito dopo, ben decise all’esperimento, sistemati i portatili sul tavolo, hanno stabilito di scrivere, entro l’alba, quattro racconti in “parallelo”, ciascuna assolutamente libera nello stile e nei personaggi. Unica regola comune: l’ambientazione notturna, la presenza della luna, suggestiva testimone delle storie, un appuntamento mancato, un ritrovarsi lungo il mare ai primi bagliori del giorno. Per ore, intorno, solo il silenzio della notte e il ticchettio sulle tastiere, lo sguardo serio e concentrato. A mezzanotte una prima pausa: ognuna ha letto il suo pezzo, prime riflessioni, aggiustamenti di tiro. Poi di nuovo sulla scrittura, caffè e liquore al cioccolato, i cani di Mena a dormire sotto il tavolo. Silenzio. Ai primi chiarori dell’alba, ai repentini versi di uccellini, leggono gli scritti, le voci arrochite dal sonno, ma felici dell’esito, e si danno un nuovo appuntamento, un mese dopo, questa volta sul mare, a passeggiare, per poi tornare a riflettere su quanto scritto e darsi ancora un appuntamento, dove il dialogo con la luna sarà scritto a otto mani. Quattro scrittrici, che hanno dato vita ad altrettanti personaggi, due che scendono dai Monti Lepini, due appartenenti al paesaggio dell’Agro Pontino. Ognuno di essi solo e incerto al limite del bosco: storie di abbandono, violenza, dolore cupo, esclusione, punizione, che le donne portano su di sé da sempre, da sciogliere insieme. Una sorta di quattro musicanti di Brema, “una vicino all’altra”, il cui valore quadruplica nello scegliere una svolta comune, quando i personaggi e le loro storie, inseguendo un misterioso richiamo e guidati dalla luna, si incontreranno, cambiando in seguito aspetto ed ambientazione e mantenendo però le identità originarie. <span style="mso-spacerun: yes;"> </span>Chissà se troveranno una Banda di Brema editrice. Ma loro<span style="mso-spacerun: yes;"> </span>continueranno comunque, avendo compreso l’importanza di un lavoro corale, del confronto e dell’appartenenza. </span></h2>
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		<title>Storia Infame della Fotografia</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Feb 2010 20:23:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[Cinzia Volpe]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Cinzia Volpe. Crimini e Misfatti Parafrasando il titolo di una pubblicazione di Ando Gilardi, Storia infame della fotografia pornografica, introduco un argomento che mi ha sempre affascinato: l’uso della fotografia nella [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Lombroso.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-77" title="Lombroso" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Lombroso.gif" alt="" width="163" height="106" /></a><strong>di Cinzia Volpe.</strong></p>
<h2><span style="color: #888888;"><strong>Crimini e Misfatti</strong></span></h2>
<p style="text-align: justify;">Parafrasando il titolo di una pubblicazione di Ando Gilardi, Storia infame della fotografia pornografica, introduco un argomento che mi ha sempre affascinato: l’uso della fotografia nella criminologia.Proprio Ando Gilardi, nella sue due pubblicazioni – Storia sociale della fotografia del 1976 e Wanted! Storia, tecnica ed estetica nella fotografia criminale segnaletica e giudiziaria del 1978- ne fornisce un minuzioso e completo resoconto.<br />
La pratica del foto ritratto criminale, nata nella prima metà dell’ottocento e inizialmente impiegata in ambito poliziesco e giudiziario, rapidamente si estese in altri campi, a testimonianza di come la documentazione fotografica abbia avuto, e tutt’ora ha, un ruolo importante nella vita sociale. Ad esempio, nella medicina psichiatrica, il neurologo francese Jean Martin Charcot allestì un vero e proprio laboratorio fotografico nel manicomio della Salpétrière di Parigi, e l’italiano Lombroso, antropologo e criminologo, utilizzò la fotografia per fornire le “prove” dei suoi studi di fisiognomica, atti a dimostrare come i criminali avessero determinate caratteristiche fisiche ereditarie. In campo giudiziario, il primo metodo d’identificazione fu sviluppato nel carcere di Parigi da Alphonse Bertillon nel XVII secolo. Il nome del detenuto, la descrizione fisica insieme ad una foto segnaletica frontale e laterale venivano annotate su una scheda detta “Osservazioni tropometriche”. E come non ricordare In Italia, agli inizi del novecento,il geniale Umberto Ellero, che si dimostrò degno continuatore di Bertillon. Dalla foto per l’identificazione segnaletica del singolo individuo alla foto per la elaborazione di categorie nelle forme di devianza il passo è breve. D’altro canto, si intuì subito come questo mezzo di comunicazione potesse avere un forte impatto nell’immaginario collettivo e nella vita reale. Nell’Atlante antropologico statistico dell’omicidio di Emilio Ferri del 1894, l’indagine fotografica condotta all’interno delle carceri italiane su delinquenti, pazzi e soldati, risulterà un contributo prezioso per poter identificare le tipologie delinquenziali. Ma il mezzo fotografico trovò la sua massima espressione alla fine del XIX secolo. Con l’arrivo della prima guerra mondiale esplose il fotogiornalismo e la comunicazione fotografica fu in grado di suggestionare l’opinione pubblica, consacrando definitivamente alla fotografia la capacità di rappresentare la realtà attraverso uno standard di credibilità. Con il tempo anche questa credibilità è venuta meno, con l’avvento del fotomontaggio, ma questa è un’altra storia.</p>
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		<title>Buoni propositi per il futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 15:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianluca Campagna. Rieccoci, dopo una pausa più lunga del previsto, riusciamo con il quarto numero della nostra fanzine targata Giallolatino, con delle scuse ai lettori per la mancanza dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>di Gianluca Campagna.</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/bigs.jpg"></a></p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fred.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-141" title="fred" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fred.jpg" alt="" width="99" height="142" /></a>Rieccoci, dopo una pausa più lunga del previsto, riusciamo</div>
<div style="text-align: justify;">con il quarto numero della nostra fanzine targata</div>
<div style="text-align: justify;">Giallolatino, con delle scuse ai lettori per la mancanza</div>
<div style="text-align: justify;">dalla rete da troppo tempo, ma anche con</div>
<div style="text-align: justify;">delle promesse, sempre ai nostri fidi digitalizzati, di</div>
<div style="text-align: justify;">impegno e garanzia di costanza per il futuro. Queste</div>
<div style="text-align: justify;">nuove pagine per la rete si riempiono di due nuove</div>
<div style="text-align: justify;">presenze: Cinzia Volpe, finalista della terza edizione</div>
<div style="text-align: justify;">del premio letterario Giallolatino, e Fabio Mundadori,</div>
<div style="text-align: justify;">vincitore della seconda edizione dello stesso premio</div>
<div style="text-align: justify;">di narrativa. Competenza e passione dunque, che si</div>
<div style="text-align: justify;">aggiungono a quella prodigata dai più noti collaboratori.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la fanzine di questo mese si apre la strada</div>
<div style="text-align: justify;">anche alla primavera che sta per arrivare, dunque</div>
<div style="text-align: justify;">alla nuova stagione letteraria del gruppo de I Duri</div>
<div style="text-align: justify;">della Palude che, oltre alla consueta uscita di racconti</div>
<div style="text-align: justify;">in instant book, distribuiti a macchia d’olio nei</div>
<div style="text-align: justify;">migliori locali della città, organizzano per il giorno</div>
<div style="text-align: justify;">venerdì 5 marzo una seratta tutta in noir, condita di</div>
<div style="text-align: justify;">reading letterari, presentazione di autori e melodie</div>
<div style="text-align: justify;">che rievocano il grande Fred Buscaglione, tuto tra</div>
<div style="text-align: justify;">una pietanza e l’altra, direttamente dalla cucina del</div>
<div style="text-align: justify;">Bleeker di Latina. Per chi volesse prendere parte alla</div>
<div style="text-align: justify;">serata o volesse qualsiasi tipo di informazione, ci si</div>
<div style="text-align: justify;">può rivolgere al numero telefonico 0773.472329</div>
<div style="text-align: justify;">(Ego Edizioni). Buona Lettura!</div>
</div>
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