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	<title> &#187; GianLuca Campagna</title>
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		<title>Macchè il ritorno di Dylan Dog al cinema. È la prima volta che ci va.</title>
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		<pubDate>Tue, 08 Mar 2011 12:21:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
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		<description><![CDATA[Di Gian Luca Campagna Alcuni giornali titolano ‘Il ritorno di Dylan Dog’. Al cinema, s’intende. Errato: l’affascinante indagatore dell’incubo creato nell’86 dal genio compreso di Tiziano Sclavi e pubblicato dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Di Gian Luca Campagna</strong></p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Dylan-Dog.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-290" title="Dylan-Dog" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Dylan-Dog.jpg" alt="" width="252" height="360" /></a>Alcuni giornali titolano ‘Il ritorno di Dylan Dog’. Al cinema, s’intende. Errato: l’affascinante indagatore dell’incubo creato nell’86 dal genio compreso di Tiziano Sclavi e pubblicato dalla Bonelli non è mai approdato nelle sale cinematografiche. Il primo film a cui gran parte della stampa si rifà ora che il 16 marzo uscirà ‘Dylan Dog. Il film’ (e il titolo italiano è di modesta presa, per restare su livelli decenti di critica, altrimenti i toni coloriti da bar si sprecherebbero, anzichenò) è il celebre ‘Dellamorte Dellamore’, ve lo ricordate, no? Un film così e così di Michele Soavi, anno di grazia 1994, tirato fuori in piena Dylandogmania: gli attori erano il bel Rupert Everett (a cui Sclavi si ispirò effettivamente per creare l’indagatore dell’incubo) e la gnocca Anna Falchi, cioè l’ossessione donna. La trama: Francesco Dellamorte per campare fa il becchino e ha come spalla il grandioso Gnaghi (interpretato da un grandioso Francois Hadji Lazaro), così sulle fantastiche elucubrazioni di Sclavi in un paesino italiano di nome Buffalora i morti dopo 7 giorni si risvegliano come degli zombi, e così Francesco compie gli straordinari ammazzando il de cuius per la seconda volta. Ma questo è Dellamorte Dellamore, personaggio comunque slegato da Dylan, sebbene ci siano delle analogie, ma Sclavi in una rara intervista aveva ribattuto l’identità propria di entrambi i personaggi. Vabbè, veniamo al ‘primo’ film su Dylan. Innanzitutto,<a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Dellamorte-Dellamore.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-288" title="Dellamorte-Dellamore" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Dellamorte-Dellamore-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a> niente spalla. Cioè, manca Groucho Marx: troppi erano i diritti d’autore da pagare in Usa per sfruttare la sua immagine. Secondo: Dylan, come ogni buon personaggio di fumetti ci insegna ha un suo stile e un suo vestito; ebbene, stavolta è più casual di prima. Quindi scordatevi giacca nera su camicia rossa e blue jeans ivi comprese le Clark. Il problema è che gli sceneggiatori sono americani (i diritti per il film sono stati acquistati per un cremino e un litro di latte dalla Hyde Park Films e dalla Platinum Studios) e naturalmente l’americanata per un personaggio tutto italiano sebbene viva a Londra è dietro l’angolo di Craven Road. O meglio, di New Orleans. E sì, perché l’avventura del signor Dog (titolata ‘Dylan Dog: Dead of Night’. Geniale pure questo) è ambientata in una delle città più affascinanti e misteriose dell’America, anche se lo scontro con le forze del male è un’accozzaglia che farebbe storcere di sicuro il naso, gli occhi e probabilmente anche le palle ai fan italiani e provocherebbe un ciglio alzato di idiota interrogativo agli spettatori americani, che non conoscono bene Dylan: infatti, il Male è qui rappresentato da un’orda mix di lupi mannari, zombie e vampiri. E chissà che a sorpresa non ci siano pure la strega di Hansel e Gretel e Nessie direttamente da Loch Ness come guest star. Più che di ironia (la forza del fumetto Dylan Dog), chi ha visto l’anteprima del film parla di battute demenziali che non contribuiranno che ad accrescere anche la perplessità sulla scelta dell’attore di impersonare Dylan:infatti è Brandon Routh, muscoloso (sic! Dylan a <a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/dyl0001.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-289" title="dyl0001" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/dyl0001.jpg" alt="" width="229" height="300" /></a>malapena con un pugno stende il bucato&#8230;) interprete di Superman. Vabbè, direte voi: che fai, critichi ancor prima di essere andato a vedere il film, come fanno 8 critici su 10? No, ci mancherebbe. Ho espresso solo alcune perplessità. Poffarbacco. Va a finire che a questo punto ci ritroveremo a condividere una sintomatica frase di Francesco Dellamorte: «Darei la vita per essere morto». Con buona pace di zombi, vampiri e lupi mannari, presi tutti con una splendida retata in puro stile americano.</p>
<p style="text-align: justify;">
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		<title>Il turismo nel profondo senso dell’orrore tra realtà e fantasia</title>
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		<pubDate>Wed, 02 Mar 2011 22:24:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[Marzo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gian Luca Campagna Sulle tracce di Sherlock Holmes. Se la moda ormai anche italiana e globalmente morbosa prevede all’interno di proposte di tour operator gite e promenade presso i [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Gian Luca Campagna</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/London.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-275" title="London" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/London.jpg" alt="" width="347" height="230" /></a>Sulle tracce di Sherlock Holmes. Se la moda ormai anche italiana e globalmente morbosa prevede all’interno di proposte di tour operator gite e promenade presso i luoghi dell’orrore, testimoni di omicidi bestiali, a Londra insistono sul progetto di avventurarsi lungo le strade del Tamigi seguendo le celeberrime avventure del detective inventato dalla fervida fantasia di sir Conan Doyle. Infatti, l’Ente del Turismo Britannico ha realizzato, prendendo spunto dal grande successo del 2009 per la regia di Guy Ritchie e incrociando le dita per il sequel &#8220;A Game of Shadows&#8221;, alcuni itinerari turistici che richiamano alla memoriaproprio<a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Baker-Street-sherlock-holmes-7760391-1024-7681.jpg"><img class="size-medium wp-image-273 alignright" title="Baker-Street-memories" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Baker-Street-sherlock-holmes-7760391-1024-7681-300x225.jpg" alt="" width="240" height="180" /></a>l’antesignano degli investigatori. L’ipotetico percorso potrebbe abbracciare non solo lo Sherlock Holmes Museum di Baker Street, ma anche tutti quegli spazi dove si respirano le sue gesta: da Piccadilly a Harley Street, dalla Royal Opera House fino ai bagni turchi di Neville’s Turkish Baths. Per chi poi volesse rinfrescarsi la gola con una buona pinta di birra o scaldarsela con un originale Ceylon non potete sbagliare: il Westminster è il locale che fa al caso, poiché non solo lo stile ripercorre l’epopea vittoriana ma gli schermi in loop mandano in onda programmi e video col nostro eroe. Da noi già sono stati fallimentari i progetti legati a Parchi letterari, figurarsi quelli che possono essere legati nello specifico a un protagonista di storie gialle o noir. Immaginate se il primo vero grande eroe del poliziesco italiano, il commissario Lucertolo, inventato qualche anno prima di Sherlock Holmes dalla pena del giornalista toscano Jarro, fosse una delle attrattive di Firenze e dei suoi sobborghi, già noti per i fattacci del mostro e dei sui compagni di merende. Con profondo senso dell’orrore da noi abbiamo assistito ai tour presso Cogne all’indomani dell’omicidio del piccolo Samuele, alle puntate presso il luogo in cui fu ritrovato il piccolo Tommy nel Parmigiano, ai pullman organizzati per recarsi in pellegrinaggio (?) ad Avetrana all’indomani della macabra scoperta del corpicino di Sarah Scazzi.</p>
<p style="text-align: center;"><img class="size-medium wp-image-272 aligncenter" title="Sherlock_Holmes" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/03/Sherlock_Holmes-300x224.jpg" alt="" width="210" height="157" /></p>
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		<title>I Carnevali barbaricini nei racconti/reportage di ‘Carnevale di sangue’</title>
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		<pubDate>Thu, 24 Feb 2011 19:42:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
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		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[Il giornalista e scrittore Gian Luca Campagna e il fotoreporter Roberto Gabriele presenteranno in Sardegna ‘Carnevale di sangue’ (edizioni Ego, 164 pagine, 22&#215;22, costo euro 25). Nel calendario stilato il [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Carnevale-Di-Sangue_.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-221" title="Carnevale Di Sangue_" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Carnevale-Di-Sangue_-300x262.jpg" alt="" width="300" height="262" /></a><br />
Il giornalista e scrittore Gian Luca Campagna e il fotoreporter Roberto Gabriele presenteranno in Sardegna ‘Carnevale di sangue’ (edizioni Ego, 164 pagine, 22&#215;22, costo euro 25). Nel calendario stilato il libro verrà presentato venerdì 25 febbraio a Sassari presso la libreria Azuni, sabato 26 febbraio a Nuoro aprirà il calendario degli eventi carnevaleschi presso il Museo di Arte contemporanea, col patrocinio dell’amministrazione comunale e l’intervento dell’antropologa Dolores Turchi. Il libro ‘Carnevale di sangue’ raccoglie un ricco reportage effettuato dal fotoreporter Gabriele e dal giornalista Campagna seguendo i Carnevali barbaricini e del Campidano. I due hanno girovagato per due anni durante i Carnevali di queste ancora selvagge zone della Sardegna e ne hanno tirato fuori un ritratto crudo e reale, ricco di immagini suggestive, corredate da un testo che però si discosta da quello del reportage e che abbraccia il mondo della narrativa, dato che i 7 Carnevali ritratti lo sono attraverso 7 racconti. Quindi i due hanno confezionato un libro di raro impatto, interamente a colori, dove vengono ‘raccontati e narrati’ 7 Carnevali di grande fascino come sono quelli di Austis, Mamoiada, Ottana, Bosa, Lula, Lodine e Oristano. La novità e l’originalità dell’opera è che i Carnevali non sono accompagnati soltanto da una ricca carrellata di fotografie ma anche da racconti in cui si respirano le atmosfere di questi particolari riti così lontani dal carnevale comunemente inteso: infatti, Campagna partendo dal ‘giornalismo gonzo’ di Hunter Thompson ha piegato i reportage in racconti, trasformando la cronaca in narrativa, utilizzando un linguaggio e uno stile romanzati seppure vicinissimi alla realtà sarda. «La vera letteratura da viaggio è questa: raccontare un territorio con le fotografie attraverso il racconto bandendo la classica e mera cronaca giornalistica, inventando ad arte una storia dove il lettore è catapultato in quel Carnevale sentendo odori e suoni tipici e caratteristici di quei territori», ha detto Campagna. Nei Carnevali sardi infatti di ludico non c’è nulla, ma piuttosto ecco un Carnevale tragico e cupo, intriso di dolore e pianto perchè legato al mito della morte e della rinascita del dio della natura, Dioniso. Le maschere questo celebrano: commemorano questo Dio propiziando il rito della fertilità della terra che risorge a primavera.</p>
<p style="text-align: justify;">L’inchiostro noir pulsa e vive nelle vicende che muovono i personaggi, dove vittima e carnefice si fondono, dove il tempo scorre lento e veloce ma che muta sempre i destini di protagonisti e comprimari. Il Quaderno tocca 7 Carnevali dalle radici remote: a Bosa un convegno con riuniti gli autori del giallo italiano fa da cornice al ritorno della precorritrice dell’eutanasia (‘Sa accabadora); a Ottana boes, merdules e filonzana scandiscono la visita di un ispettore alle prese con l’inquinamento del Tirso (Il filo della vita); a Lula, primi del ‘900, il rito arcaico della fecondazione della terra col sangue dei battileddos si fonde con le disperate rivendicazioni dei minatori (Madre Terra); a Lodine sas umpanzìas corrono di casa in casa scandendo rime e imbattendosi in chi al Cannonau preferisce il sangue (La malattia del vampiro); ad Austis, 1970, un medico messicano, alla vigilia dei Mondiali di calcio, si imbatte nell’usanza dei colonganos di sacrificare lo scemo del villaggio per ottenere un buon raccolto (Corbezzolo, unum tantum edo); nella Sartiglia di Oristano semidèi, cavalli e cumponidori si sfidano a ritmi di tamburi e trombe ma niente è come sembra (Febbre da cavallo); a Mamoiada, Mamuthones e Issohadores mettono a nudo i sentimenti borghesi della coppia protagonista (Il rito della verità).</p>
<h2><span style="color: #888888;">Gli appuntamenti: il 25 a Sassari e il 26 a Nuoro</span></h2>
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		<title>Esistenze a scomparsa</title>
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		<pubDate>Wed, 16 Feb 2011 16:42:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2011]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Gian Luca Campagna Giornali che grondano sangue per chi scrive di nera in questi giorni. Passando per il morboso delitto di Avetrana, soffermandoci sulla misteriosa scomparsa di Yara nel [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Di Gian Luca Campagna</strong></p>
<p><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Who-killed-Laura-Palmer.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-186" title="Who killed Laura Palmer" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/Who-killed-Laura-Palmer-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a>Giornali che grondano sangue per chi scrive di nera in questi giorni. Passando per il morboso delitto di Avetrana, soffermandoci sulla misteriosa scomparsa di Yara nel Bergamasco, riflettendo sulla morte dai contorni diafani e torbidi di Elisa Benedetti nella brughiera di Casa del Diavolo (toh!) nella periferia perugina, ecco servito sulle pagine d’inchiostro caldo e di piombo fuso la drammatica e agghiacciante vicenda di Matthias Shepp, l’ingegnere franco canadese, che mollato dalla moglie, ha riversato odio e frustrazione sulle due figliolette di 6 anni, Alessia e Livia. Quello che ha tenuto tutti col fiato sospeso su questa triste vicenda è il folle viaggio verso la morte di un uomo distrutto dai sentimenti, azzerato ormai nella vita per un amore che credeva eterno e che invece è stato –una volta consumato- la stura per una lucida follia, pazzia esplosa con un disegno criminale da far rabbrividire anche chi si è assuefatto rispetto alle architetture narrative di Cornell Woolrich. Ma andiamo con ordine. I fatti sono noti: l’uomo ha prelevato dalla (ex) moglie le bambine come accordi per il fine settimana, poi però ha tirato diritto e ha ripercorso il viaggio dell’amore con la morte nel cuore, facendo tappa in quelle località che avevano visto felici lui, le due gemelline e la moglie Irina. Si è imbarcato per la Corsica, dove presumibilmente ha sepolto le piccole, forse avvelenate da come si evince dal testo di una lettera inviata alla consorte, poi è rientrato in Italia e in auto è giunto sulla costiera amalfitana per poi andare a suicidarsi sulle rotaie di Cerignola. Tutto qua è noto. Ma passiamo a quella che in narrativa personalmente azzardo come la ‘terza ipotesi’, che prende ampio spunto dal concetto del ‘pensiero laterale’, tirato fuori dallo psicologo maltese Edward De Bono, fondato sulla risoluzione dei problemi attraverso differenti angolazioni: se la soluzione diretta si fonda sulla logica sequenziale, affidandosi alle riflessioni immediate e che sembrano più ovvie, il pensiero laterale va oltre e per arrivare alla soluzione si cercano altri punti di vista, differenti e alternativi. Ecco, appunto. Un’ipotesi che va oltre le prime due, scontate, banali e ovvie. E così viaggiamo con la fantasia, discostandoci dal macabro che è il leitmotiv di questa storia. E se Schepp nella sua lucida follia in realtà non si sia mai suicidato? E se ha stordito un vagabondo incontrato nel suo peregrinare con le sue caratteristiche fisiche e lo ha poi gettato sui binari per renderlo irriconoscibile, dopo avergli messo in tasca tutti i suoi effetti personali? Fino a qui tutto potrebbe filare (compreso il cadavere del fu Schepp/Mattia Pascal). Mentre Schepp inscenava la sua morte aveva già messo al sicuro le bambine in un villaggio inaccessibile della Corsica (e ce ne sono, in quella zona così savage). Oggi, mentre apprende da un suo complice, un pastore rozzo e analfabeta, che la moglie sta soffrendo per tutti questi tragici misteri, gioca con le figliolette.</p>
<p>Tutti, per Alessia e Livia, vorremmo che fosse andata così.</p>
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		<title>Buoni propositi per il futuro</title>
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		<pubDate>Tue, 13 Jan 2009 15:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator><![CDATA[GianLuca Campagna]]></dc:creator>
				<category><![CDATA[2010]]></category>
		<category><![CDATA[Articoli]]></category>
		<category><![CDATA[Febbraio]]></category>

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		<description><![CDATA[di Gianluca Campagna. Rieccoci, dopo una pausa più lunga del previsto, riusciamo con il quarto numero della nostra fanzine targata Giallolatino, con delle scuse ai lettori per la mancanza dalla [&#8230;]]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<div id="_mcePaste" style="text-align: justify;"><strong>di Gianluca Campagna.</strong></div>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/bigs.jpg"></a></p>
<div style="text-align: justify;"><a href="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fred.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-141" title="fred" src="http://fabiomundadori.it/wp/swamped/files/2011/02/fred.jpg" alt="" width="99" height="142" /></a>Rieccoci, dopo una pausa più lunga del previsto, riusciamo</div>
<div style="text-align: justify;">con il quarto numero della nostra fanzine targata</div>
<div style="text-align: justify;">Giallolatino, con delle scuse ai lettori per la mancanza</div>
<div style="text-align: justify;">dalla rete da troppo tempo, ma anche con</div>
<div style="text-align: justify;">delle promesse, sempre ai nostri fidi digitalizzati, di</div>
<div style="text-align: justify;">impegno e garanzia di costanza per il futuro. Queste</div>
<div style="text-align: justify;">nuove pagine per la rete si riempiono di due nuove</div>
<div style="text-align: justify;">presenze: Cinzia Volpe, finalista della terza edizione</div>
<div style="text-align: justify;">del premio letterario Giallolatino, e Fabio Mundadori,</div>
<div style="text-align: justify;">vincitore della seconda edizione dello stesso premio</div>
<div style="text-align: justify;">di narrativa. Competenza e passione dunque, che si</div>
<div style="text-align: justify;">aggiungono a quella prodigata dai più noti collaboratori.</div>
<div style="text-align: justify;">Con la fanzine di questo mese si apre la strada</div>
<div style="text-align: justify;">anche alla primavera che sta per arrivare, dunque</div>
<div style="text-align: justify;">alla nuova stagione letteraria del gruppo de I Duri</div>
<div style="text-align: justify;">della Palude che, oltre alla consueta uscita di racconti</div>
<div style="text-align: justify;">in instant book, distribuiti a macchia d’olio nei</div>
<div style="text-align: justify;">migliori locali della città, organizzano per il giorno</div>
<div style="text-align: justify;">venerdì 5 marzo una seratta tutta in noir, condita di</div>
<div style="text-align: justify;">reading letterari, presentazione di autori e melodie</div>
<div style="text-align: justify;">che rievocano il grande Fred Buscaglione, tuto tra</div>
<div style="text-align: justify;">una pietanza e l’altra, direttamente dalla cucina del</div>
<div style="text-align: justify;">Bleeker di Latina. Per chi volesse prendere parte alla</div>
<div style="text-align: justify;">serata o volesse qualsiasi tipo di informazione, ci si</div>
<div style="text-align: justify;">può rivolgere al numero telefonico 0773.472329</div>
<div style="text-align: justify;">(Ego Edizioni). Buona Lettura!</div>
</div>
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